Kostic: “Juve grande club, Vlahovic me lo aveva detto”. Bonucci a rischio per la Sampdoria

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TORINO – L’arrivo di Kostic alla Juventus è stato provvidenziale per Allegri. Dopo i primi minuti in campo contro il Sassuolo, un cameo per conoscersi a vicenda con l’ambiente bianconero, già lunedì la sua presenza sarà fondamentale contro la Sampdoria, vista l’assenza di Di Maria. Lista infortunati di cui è entrato a far parte anche Bonucci, a rischio contro i blucerchiati per un affaticamento muscolare al flessore emerso al termine della prima di campionato: a Marassi, oltre al centrale, mancheranno anche Pogba, Di Maria, Chiesa e Szczesny, assenze numericamente contenute ma pesantissime dal punto di vista tecnico. Ecco perché ci sarà la prima opportunità dal primo minuto per Kostic, voluto fortemente da Allegri per rendere ancora più camaleontica la sua Juve: esterno di centrocampo, attaccante esterno nel tridente, laterale a tutta fascia in caso di difesa a tre.

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Missione Sampdoria

Oltre che per la duttilità tattica, Kostic è sbarcato a Torino per mettere a disposizione del suo connazionale Vlahovic le doti di assistman mostrate in Bundesliga e in Europa League, vinta la scorsa stagione con l’Eintracht: “Con Allegri ho già parlato – ha spiegato l’esterno bianconero -. Abbiamo discusso di questioni normali, dei sistemi di gioco, di alcuni aspetti tecnici: quello che si fa di solito, insomma. Lavoro molto, non ho ancora disfatto i bagagli e ho cercato di inserirmi nel club il più in fretta possibile”. Per capire cosa significhi giocare nella Juventus è stato utile l’esordio di Ferragosto, un primo impatto emotivamente coinvolgente: “Quando sono entrato ed eravamo sul 3-0 è stato il momento in cui mi sono sentito più felice, che mi ha fatto più impressione. Forse è questo il momento”.

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La colonia serba

A Torino, tra la sponda bianconera e quella granata, la comunità calcistica serba è degnamente rappresentata: Vlahovic e Kostic alla Juventus, Lukic e Radonjic sull’altra sponda del Po. Proprio con Radonjic, ancora prima che approdasse in granata, il neo bianconero aveva scherzato sulla sua futura destinazione: “Non ho seguito personalmente la trattativa. Sapevo di voler essere qui e ho fatto di tutto perché accadesse. Seguo la Juventus e tutta la Serie A da quando ero piccolino. Radonjic ha detto con condizione che sarei andato alla Juve, ma io scherzavo, all’epoca non avevo nessuna certezza”. Invece ha avuto ragione così come Vlahovic, che in nazionale ha iniziato a sondare il terreno raccontando cosa avrebbe trovato a Torino: “Dusan mi ha chiesto cosa pensavo della Juventus, che sarebbe stato felice se avessi scelto il bianconero. Mi ha raccontato cose bellissime del club e quando sono arrivato ho capito che diceva la verità”.

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